Ciao, ecco Giorgio Foto di Giorgio a novembre 2001 quando aveva tre mesi Sofia Foto di Sofia a dicembre 2006 quando aveva sedici mesi ... e Daniel! Foto di Daniel a marzo 2011 quando aveva quattro mesi


RICORDI DI TRIESTE

Sono nato al numero due di via Belpoggio. Uscivi dal portone e, a destra, subito il mare; pochi passi a sinistra, invece, e ti ritrovavi tra la folla vociante di via del Lazzaretto Vecchio. Carretti scendevano dal Carso, carichi di botti per rifornire le osterie. E durante i travasi un po' di vino andava sempre perso e ristagnava nelle fessure fra i masegni. Innumerevoli le bettole, odorose di stinco e di pesce fritto. Questa è la mia Trieste: il profumo del mare e la spussa de vin.

"Xe tanti ani ormai / che son lontan de ti / vecia Trieste mia..." come cantava Lelio Luttazzi, ma non per questo ti ho dimenticata. E mantengo vivo il ricordo raccogliendo libri, giornali, cartoline, materiale filatelico e tutto ciò che mi aiuta a rafforzare l'immagine di quegli anni ormai lontani.

Tutti questi oggetti mi servono come percorsi per la memoria, o come punto di partenza per esplorare avvenimenti marginali, scoprire pagine di storie dimenticate dalla Storia.

Queste pagine saranno perennemente "in costruzione", sia perché lo scanner è veloce ma l'operatore non tanto (il mio motto è Festina lente), sia perché la collezione è una creatura viva che cresce e muta nel tempo.

Le sezioni pubblicate non saranno complete di tutto il materiale che possiedo: preferisco fornire una panoramica delle possibilità offerte da una raccolta di questo tipo e raccogliere le impressioni ed i suggerimenti dei visitatori.

Per finire una precisazione: questo sito è costruito a solo scopo "di piacere" e quindi non rispetta le regole delle esposizione da concorso. Insieme al materiale filatelico o alle cartoline ci saranno altri oggetti da collezione, come stampe, autografi e buste intestate. La qualità è molto spesso carente, ma il valore documentaristico attenua (almeno per me) ogni altro difetto.




"Il Passato mi incuriosisce più del futuro. E non mi stancherò mai di sostenere che il Futuro è una ipotesi, una congettura, una supposizione. Cioè una non realtà. Tutt'al più, una speranza alla quale tentiamo di dare corpo coi sogni e le fantasie. Il Passato invece è una certezza, una concretezza, una realtà stabilita. Una scuola dalla quale non si prescinde perché, se non si conosce il Passato, non si capisce il presente e non si può tentare di influenzare il Futuro con i sogni e le fantasie. E poi ogni oggetto sopravvissuto al Passato è prezioso perché porta in sé un'illusione di eternità. Perché rappresenta una vittoria sul Tempo che logora e appassisce e uccide. Una sconfitta sulla Morte."

Oriana FALLACI. La Rabbia e l'Orgoglio. Milano, Rizzoli, 2001






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