I lazzaretti di Trieste

 

Come tutte le città di mare anche Trieste è stata funestata da numerose epidemie. Chiuso nel 1601 il capitolo peste, seguirono due secoli di relativa tranquillità. Nel corso del 1800 si ebbero invece tre epidemie di vaiolo e ben sei di colera, complice anche lo sviluppo tumultuoso dei commerci via mare.

Nel 1723 entrò in funzione il Lazzaretto San Carlo, appena fuori le mura. Divenuto presto insufficiente e troppo vicino ai nuovi sobborghi che si stavano edificando, nel 1768 ne fu costruito un altro dalla parte opposta del porto, il Lazzaretto Santa Teresa (I.R. Lazzaretto Nuovo di I classe). Il San Carlo (divenuto quindi I.R. Lazzaretto Vecchio) però continuò ad esercitare ancora le sue funzioni come sussidiario del nuovo.

Al Santa Teresa erano destinate le navi con patente tocca o sospetta, che dovevano scontare la piena contumacia di 42 giorni; il Lazzaretto Vecchio, invece, era destinato per la quarantena di bastimenti con patente netta la cui contumacia non superava 28 giorni. Una nave in arrivo con casi di una malattia contagiosa a bordo non era ammessa e veniva dirottata verso il lazzaretto sull'isola di Poveglia nella laguna veneta.

Durante la terza occupazione napoleonica (1809-1814) i traffici marittimi furono praticamente inesistenti causa il blocco navale dell'Adriatico ed i lazzaretti come tali rimasero inutilizzati. Il Lazzaretto Vecchio fu destinato in parte a caserma, parte a depositi per la marina da guerra, parte a carcere femminile.

Lazzaretto Vecchio 1850
Il Lazzaretto Vecchio nel 1850

Con il ritorno dell'amministrazione austriaca e la ripresa del traffico marittimo i lazzaretti ripresero le loro funzioni, ma la parte del San Carlo già occupata dai militari rimase assegnata ad arsenale per l'artiglieria. Con la costruzione del terzo in valle di S. Bartolomeo nel 1868, questo Lazzaretto cessò del tutto come tale, e venne interamente destinato ad Arsenale di Artiglieria.

Dal 1899 divenne poi Caserma di Marina, nel 1933 fu convertito in mercato ortofrutticolo. Nel secondo dopoguerra parte ne fu usata dagli alleati come autoparco per tornare nel 1956 alle funzioni di mercato all'ingrosso; dal 1969 ospita il Museo del Mare. Del complesso originale rimane oggi il portale d'ingresso e l'edificio principale ora sede del Museo.

Lazzaretto Vecchio 1950
Il Lazzaretto Vecchio durante il GMA. A destra l'autoparco, a sinistra il mercato

Una curiosità sul Lazzaretto Nuovo, tanto per rimanere in tema di quarantene.
Nel 1857 fu inaugurata la Südbahn, ferrovia che univa Vienna a Trieste (solo per sottolineare che quello di Sud è un concetto molto relativo, ricordo che allora Trieste era la Terronia dell'Impero).

Il tratto terminale per arrivare alla nuova stazione doveva necessariamente attraversare il lazzaretto. Fu costruita allora una sorta di galleria artificiale, su un viadotto di 15 arcate, sopraelevato di sette metri rispetto al terreno e interamente chiuso. Durante il giorno l'illuminazione era assicurata da ampie finestre laterali.

viadotto 1




Nel particolare di questa mappa del 1857 si può distinguere tale viadotto, la parte tratteggiata della via ferrata al termine del toponimo "Gretta".
viadotto 2
Il viadotto coperto sopra il Lazzaretto Nuovo

Il Lazzaretto Santa Teresa venne completamente abbattuto nel 1868 per consentire l'ampliamento della stazione ferroviaria ed i collegamenti con il Porto Franco; anche il bacino che accoglieva le navi fu interrato. Dalla demolizione si salvò solamente il portale d'ingresso, che fu utilizzato per il nuovo lazzaretto San Bartolomeo.

Il terzo lazzaretto rimase in funzione fino al 1918; una volta dismesso, entrò a far parte del demanio militare. Dopo il 1954 è stato usato per lunghi anni come sede del 14º Reggimento Artiglieria "Murge" col nome di Caserma Scipio Slataper. Attualmente Base Logistico Addestrativa dell'Esercito (tradotto: "stabilimento balneare").

Per rimanere in campo storico-postale, intorno alla fine del 1800 il lazzaretto San Bartolomeo fu sede di un ufficio postale che si può definire anomalo, poiché non è menzionato nei documenti ufficiali dell'amministrazione postale austroungarica, nemmeno nel Bollettino delle ordinanze della Direzione di Trieste (Postverordnungsblatt) solitamente molto accurato.

Ho trovato una traccia in un Post Almanach del 1893 (di origine semi-ufficiale), dove tra le centinaia di uffici dipendenti dalla Direzione di Trieste figura anche questo "Lazzaretto", aperto nel 1872, che nel 1891 era retto da Alois Porsoglia e aveva avuto un introito di 72 fiorini esclusivamente da traffico telegrafico. Anche il censimento austriaco del 1900 segnala la presenza di un ufficio solamente telegrafico.

Tra il 1899 ed il 1900 invece si ha evidenza anche di scambi postali, testimoniati da corrispondenze con l'annullo TRIEST SEELAZARETH / TRIESTE LAZZARETTO MARITTIMO nei periodi settembre-novembre 1899 e maggio-ottobre 1900.

È un annullo a doppio cerchio (Doppelkreisstempel) da 31/18 mm con datario centrale su tre righe; una lineetta separa il giorno dal mese, anche se non sempre è ben visibile. Questo annullo figura nel repertorio degli annulli austroungarici (Stempelprotokollbuch) conservato dalla direzione generale delle Poste austriache anche se, come già detto, l'ufficio non è presente in altri documenti ufficiali.

Secondo un articolo pubblicato in un vecchio numero del Vaccari Magazine si conosce una dozzina tra lettere e cartoline con questo annullo. Allego l'immagine di quello nella mia collezione, in data 25.V.1900.

Un saluto dal Lazzaretto marittimo presso Trieste (recto)
Un saluto dal Lazzaretto marittimo presso Trieste (verso)

 

È una classica "Gruss aus" con al recto l'immagine del Lazzaretto ed ampi spazi bianchi per le comunicazioni, mentre il verso è tutto dedicato all'indirizzo ed all'affrancatura. Spedita il 25 maggio 1900 verso Il Cairo con la corretta affrancatura per l'estero di 10 heller, il giorno 30 maggio è sull'ambulante Ismailia-Cairo che la porta a destinazione.