L'idroscalo
Per l'inizio dei voli regolari di linea si dovettero approntare anche le opportune installazioni a terra: furono costruiti gli idroscali di Torino e di Pavia, mentre a Venezia fu riadattato il vecchio idroscalo militare al Lido.
L'idroscalo S.I.S.A. di Torino, situato fra il Ponte Isabella ed il Ponte Balbis, nella zona del Valentino
A Trieste il primo idroscalo era un hangar galleggiante, ormeggiato alla radice del Molo Audace davanti alla Piazza Tommaseo.
Settembre-ottobre 1926: la Riva 3 Novembre con l'hangar galleggiante
Costruito nei cantieri navali di Monfalcone, era largo 37 metri e leggermente più profondo; otto porte scorrevoli alte sei metri chiudevano il lato a mare. Poteva contenere quattro idrovolanti Cant 10 che vi accedevano tramite uno scivolo. Sul lato prospiciente la riva erano ricavati gli uffici, un'officina e la sala d'aspetto per i passeggeri.
Lo "Scalo idroplani S.I.S.A." visto dal mare
Fu inaugurato il 20 settembre 1926 e venne
intitolato ad Oscar Cosulich, che era annegato il 26 luglio di quello stesso anno a
Portorose nel tentativo di soccorrere il figlio.
Questo impianto ebbe vita brevissima: fu infatti gravemente danneggiato da un
violento fortunale il 24 ottobre e venne quindi demolito.
Gli idrovolanti ripresero ad ormeggiare in rada, con il trasbordo da e per la riva assicurato da una barca a remi. Una soluzione di compromesso venne trovata alla fine del febbraio 1928, con l'installazione di uno scivolo galleggiante attraccato alla Riva 3 Novembre.
La posizione dello scivolo da una mappa dell'epoca
Il Cant 22-R1 I-AACK sullo scivolo della Riva 3 Novembre. La foto è stata scattata presumibilmente nei primi mesi del 1930
In questo periodo il casotto della Corporazione dei Piloti del Porto venne usato come biglietteria e sala d'aspetto.
Il "San Giorgio" sullo scivolo. Sullo sfondo si intravede il casotto usato per i servizi a terra