Ciao, ecco Giorgio
... e Sofia!
RICORDI DI TRIESTE
Sono nato al numero due di Via Belpoggio. Uscivi dal portone e, a destra, subito il mare; pochi passi a sinistra, invece, e ti ritrovavi tra la folla vociante di Via del Lazzaretto Vecchio. Carretti scendevano dal Carso, carichi di botti per rifornire le osterie. E durante i travasi un po' di vino andava sempre perso e ristagnava nelle fessure fra i lastroni del selciato. Innumerevoli le bettole, odorose di stinco e di pesce fritto. Questa è la mia Trieste: il profumo del mare e la spussa de vin.
"Xe tanti ani ormai / che son lontan de ti / vecia Trieste mia..." come cantava Lelio Luttazzi, ma non per questo ti ho dimenticata. E mantengo vivo il ricordo raccogliendo libri, giornali, cartoline, materiale filatelico e tutto ciò che mi aiuta a rafforzare l'immagine di quegli anni ormai lontani.
Tutti questi oggetti mi servono come percorsi per la memoria, oppure come punto di partenza per esplorare avvenimenti marginali, scoprire pagine di storie dimenticate dalla Storia.
Queste pagine saranno perennemente "in costruzione", sia perché lo scanner è veloce ma l'operatore non tanto (il mio motto è Festina lente), sia perché la collezione è una creatura viva che cresce e muta nel tempo.
Le sezioni pubblicate non saranno complete di tutto il materiale che possiedo: preferisco fornire una panoramica delle possibilità offerte da una raccolta di questo tipo e raccogliere le impressioni ed i suggerimenti dei visitatori.
Per finire una precisazione: questa parte del sito è costruita a solo scopo "di piacere" e quindi non rispetta le regole delle esposizione da concorso. Insieme al materiale filatelico o alle cartoline ci saranno altri oggetti da collezione, come stampe, autografi e buste intestate. La qualità è molto spesso carente, ma il valore documentaristico attenua (almeno per me) ogni altro difetto.
"Il Passato mi incuriosisce più del futuro. E non mi stancherò mai di sostenere che il Futuro è una ipotesi, una congettura, una supposizione. Cioè una non realtà. Tutt'al più, una speranza alla quale tentiamo di dare corpo coi sogni e le fantasie. Il Passato invece è una certezza, una concretezza, una realtà stabilita. Una scuola dalla quale non si prescinde perché, se non si conosce il Passato, non si capisce il presente e non si può tentare di influenzare il Futuro con i sogni e le fantasie. E poi ogni oggetto sopravvissuto al Passato è prezioso perché porta in sé un'illusione di eternità. Perché rappresenta una vittoria sul Tempo che logora e appassisce e uccide. Una sconfitta sulla Morte."
Oriana FALLACI. La Rabbia e l'Orgoglio. Milano, Rizzoli, 2001